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Medaglie a Biodivino: il lavoro ripaga sempre

Tre le medaglie d’argento assegnate alle aziende del gruppo Vignaviva, coordinato da Fortunato Sebastiano con la collaborazione di Gennaro Reale, alla nona edizione di Biodivino 2013, il concorso nazionale riservato ai vini da agricoltura biologica organizzato da Città del Bio.

Premiati Boccella di Castelfranci (Av) per il Sant’Eustachio Taurasi 2007, Casa di Baal di Montecorvino Rovella (Sa) per il Bianco di Baal 2011 e Viticoltori Migliozzi di Casale di Carinola (Ce) per il Rampaniuci 2008. Gran menzione al Rasott 2008 di Boccella.

Questi riconoscimenti si sono aggiunti a quelli già ottenuti a Biodivino in Campania, selezione regionale tenutasi a Castel dell’Ovo a Napoli e che ha preceduto la rassegna nazionale. Due i premi assegnati nell’ambito della categoria ‘Senza Solfiti Aggiunti’: il primo premio a Il Sentiero del Riccio di Sicignano degli Alburni (Sa) per il Paestum IGT Rosso “Panormo” 2010 e il premio come miglior enologo a Fortunato Sebastiano. Selezionati inoltre con menzione di merito il Colli di Salerno IGT “Bianco di Baal” 2011 di Casa di Baal di Montecorvino Rovella (Sa), il Paestum Fiano IGT “Cumalè” 2011 di Casebianche di Torchiara (Sa) e il Paestum IGT Rosso “Adelà” 2009 de Il Sentiero del Riccio di Sicignano degli Alburni (Sa).

Questi risultati sono il frutto del pluriennale e continuativo impegno di Vignaviva nel campo della Viticoltura sostenibile e dell’Enologia varietale.

Una viticoltura organicamente vitale, attenta alle attività biologiche del suolo, delle piante e del complesso sistema in cui esse interagiscono, che riesce a produrre uve ricche di sfumature e di carattere, per vini tutti diversi tra loro.

Proprio per amplificare questi aspetti e continuare nel lavoro di miglioramento dei suoli aziendali, oggi, dopo molti anni di studio e approfondimento con i maggiori esponenti internazionale tra cui Carlo Noro, Leonello Anello e Alex Podolinsky, alcune aziende del gruppo Vignaviva applicano a pieno regime, sotto la supervisione degli enologi Sebastiano e Reale, la gestione biodinamica dei vigneti.

La biodinamica quindi, come scelta per l’agricoltura del futuro, per esprimere sempre più le diversità tra i vari terroir attraverso la nutrizione dei suoli e l’accrescimento della sensibilità agricola dei viticoltori, arrivando alla realizzazione dell’organismo agricolo individuale, garantendo così la salubrità dei prodotti, nell’ottica della salute della terra e dell’uomo.